Sette a uno.
Se il calcio fosse soltanto una questione di numeri, potremmo fermarci qui.
Il Messina supera il primo turno di Coppa Italia battendo due volte la Messana Riviera, 4-1 all'andata e 3-0 al ritorno: sette gol fatti, uno subito e qualificazione mai realmente in discussione. Tutto bene, quindi?
Sì. Ma non tutto.
Perché il 7-1 ci conferma quello che già sospettavamo: il Messina ha una rosa probabilmente superiore alla categoria.
La Coppa doveva dirci qualcosa di più: se questa collezione di giocatori importanti stia già diventando una squadra. E qui la risposta è ancora incompleta. Sette gol, tutti nelle riprese C'è un dato curioso: nelle due partite il Messina è sempre arrivato all'intervallo sullo 0-0.
Sette gol, tutti nei secondi tempi. Al ritorno la Messana Riviera ha anche creato qualche problema, pressando alto e costringendo i biancoscudati a diversi errori. Poi entra Burzio e dopo pochi minuti segna. Poco dopo arriva il 2-0 di Sarao.
Partita chiusa. Questo ci dice due cose.
La prima è che il Messina può cambiare completamente una partita aumentando ritmo e aggressività. La seconda è che deve imparare a farlo prima. Contro la Messana Riviera puoi permetterti quarantacinque minuti di studio. Contro Vittoria, Acireale, Melilli e le altre concorrenti probabilmente no.
La panchina può essere l'arma decisiva La vera impressione lasciata dalla Coppa è la profondità della rosa. Torrisi può cambiare uomini senza abbassare il livello tecnico. Burzio entra e segna. Sarao segna in entrambe le partite. Bollino trova due gol. Bonanno aveva aperto le marcature all'andata.
E poi Kragl. Il tedesco sembra già qualcosa di diverso per questa categoria. Punizioni, corner, cross, conclusioni dalla distanza: quando il pallone passa dal suo sinistro può nascere un'occasione anche senza che il Messina debba costruire una grande azione. In Eccellenza potrebbe fare una differenza enorme.
Ma forse il dato più importante è che il Messina non sembra dipendere da un solo giocatore. Può segnare Sarao, può segnare Burzio, può segnare Bollino. Può risolverla Kragl. Ci sono Palumbo, Bonanno, Sartore e altre alternative. Non è soltanto qualità.
È abbondanza di qualità. Attenzione però a non innamorarsi del 7-1 La Messana Riviera merita rispetto, ma ha obiettivi differenti. Il Messina ha dimostrato di essere nettamente superiore alla Messana. Non ha ancora dimostrato di essere superiore alle migliori squadre dell'Eccellenza. E soprattutto non ha ancora affrontato il vero avversario della stagione. Che non si chiama Vittoria, Acireale o Melilli.
Si chiama Eccellenza.
Campi difficili, partite sporche, squadre chiuse, seconde palle, marcature aggressive. E soprattutto avversari che contro il Messina giocheranno ogni domenica una partita speciale. È lì che capiremo realmente quanto vale questa squadra. Non quando Kragl troverà la punizione vincente, ma quando sarà ancora 0-0 al settantacinquesimo. Non quando Sarao segnerà, ma quando Sarao non segnerà. Non quando la partita sarà bella. Quando diventerà brutta. Adesso arriva il campionato Dopo 180 minuti possiamo quindi dire una cosa. Il Messina ha una rosa fuori categoria. Non sappiamo ancora se sia già una squadra fuori categoria. Torrisi ha qualità, profondità e giocatori capaci di decidere individualmente le partite. Adesso deve trasformare tutto questo in organizzazione, continuità e mentalità. La Coppa ha dato minuti, gol, fiducia e qualificazione.
Ora si può mettere il 7-1 in archivio. Con l'inizio del campionato si riparte da zero. Ed è lì che arriverà la risposta alla domanda che conta davvero.
Il Messina è abbastanza squadra da vincere l'Eccellenza? Se Torrisi riuscirà a trasformare questa enorme qualità individuale in una squadra vera, allora la domanda potrebbe presto cambiare.
Non più se il Messina può vincere il campionato.
Ma chi sarà capace di fermarlo.