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LA PARTITA CHE NON AVRESTI MAI VOLUTO GIOCARE

Messina-Messana: dal punto più basso può cominciare la risalita Ci sono partite che aspetti per mesi e altre che speravi di non dover giocare mai. Messina-Messana è una di queste ultime. Domenica 30 agosto, alle 16:30, ...

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Pubblicato28 agosto 2026
AutoreRodolfo Savica
Lettura5 min
OrigineVia email

Messina-Messana: dal punto più basso può cominciare la risalita

Ci sono partite che aspetti per mesi e altre che speravi di non dover giocare mai. Messina-Messana è una di queste ultime. Domenica 30 agosto, alle 16:30, il Messina debutterà ufficialmente nella stagione 2026-27 al “Franco Scoglio”, contro la Messana Riviera Nord, nell’andata del primo turno della Coppa Italia di Eccellenza.

È tutto vero: il Messina riparte dall’Eccellenza e lo fa con una “stracittadina”, come già accaduto nel recente passato e nei primi 46 anni di calcio nella nostra città, ma è una novità assoluta in una categoria così bassa del calcio italiano.

Non c’è nulla di offensivo nei confronti della Messana, che merita rispetto per il lavoro portato avanti negli anni nel calcio regionale e per essere la matricola FIGC più antica, ancora viva dal 1966. Il punto è un altro: sarebbe stato esaltante per tutti se la Messana fosse arrivata a giocare contro il Messina almeno in Legapro, mentre diventa deprimente se si pensa che è il Messina ad aver raggiunto, in basso, la Messana.

Ed è questa la fotografia più nitida della caduta. Una società che ha conosciuto Serie A, Serie B e professionismo, che ha portato decine di migliaia di persone allo stadio affrontando le più prestigiose squadre nazionali, oggi ricomincia dalla Coppa Italia di Eccellenza.

È, statisticamente, il punto più basso della sua storia calcistica, ma deve diventare anche il fondo da cui, finalmente, dopo 20 anni di anonimato e mediocrità, risalire.

IL PARADOSSO DEL 30 AGOSTO

Messina-Messana rappresenta contemporaneamente la fotografia della caduta e la prima possibile immagine della rinascita.

Quando l’arbitro fischierà l’inizio, mercato, ritiro, dichiarazioni e promesse passeranno in secondo piano. Comincerà finalmente il campo.

La proprietà di Justin Davis, il direttore sportivo Maurizio Pellegrino e Alfio Torrisi hanno costruito una squadra con un obiettivo evidente: fare dell’Eccellenza una categoria di passaggio. Sarao, Kragl, Giunta, Bollino, Bonanno, Sbuttoni, Varela, Tănasă e Alessandro Pellegrino compongono un organico che porta con sé aspettative enormi. Ed è qui che nasce il primo rischio della stagione. Perché il Messina avrà poco da guadagnare sul piano della percezione e moltissimo da perdere: se vincerà sarà normale, se dominerà sarà scontato, se rallenterà partiranno subito i processi.

È il destino delle squadre costruite per vincere.

LA MESSANA RIVIERA NON AVRÀ NULLA DA PERDERE

La Messana Riviera arriverà al “Franco Scoglio” con una pressione completamente diversa. Per molti suoi calciatori affrontare il Messina nello stadio più grande della città sarà una partita speciale, l’occasione per dare filo da torcere alla corazzata designata del campionato di Eccellenza 2026-27.

Il Messina, invece, dovrà evitare l’errore più pericoloso, sempre in agguato per tutta la stagione: pensare che il blasone possa scendere in campo al posto dei giocatori. In Eccellenza serviranno contrasti, conquista delle seconde palle, pazienza, concentrazione e capacità di accettare anche partite sporche. Nessuno stenderà un tappeto rosso perché sulla maglia c’è oltre un secolo di storia. Anzi: contro il Messina quasi tutti giocheranno la partita dell’anno.

Ma esiste anche l’altra faccia della pressione. Quella positiva. Questo gruppo non rappresenta soltanto una squadra costruita per vincere un torneo regionale. È il primo chiamato a riportare il Messina verso il calcio nazionale. Questa è la responsabilità. E dovrebbe essere anche il privilegio.

ANCHE GIOCARE ALLO SCOGLIO È STATA UNA BATTAGLIA

Per settimane non era neppure certo dove il Messina avrebbe disputato la prima gara ufficiale. Il Celeste non era ancora disponibile, mentre sul “Franco Scoglio” pesavano i problemi legati all’area del parcheggio rosso, utilizzata per i materiali provenienti dal crollo della palazzina di Pistunina.

La gara in notturna è sfumata, sono state necessarie interlocuzioni istituzionali e alla fine si giocherà alle 16:30, con accesso ai parcheggi verde e giallo e interdizione dell’area rossa. Anche questo racconta bene l’estate del Messina: prima ancora di affrontare gli avversari, ha dovuto capire dove allenarsi e dove giocare. Purtroppo, non è una novità, ma non deve essere un alibi.

LA COPPA NON È UN FASTIDIO

Il primo turno si giocherà su andata e ritorno, il 30 agosto e il 6 settembre. Ma la Coppa Italia di Eccellenza non può essere considerata una competizione secondaria. Chi vince la fase siciliana prosegue nel percorso nazionale della Coppa Italia Dilettanti e la vincitrice finale acquisisce il titolo sportivo per chiedere l’ammissione alla Serie D 2027-28. Per una società che deve lasciare l’Eccellenza il prima possibile, significa avere una seconda strada oltre al campionato. La via maestra resta vincere il torneo.

Ma il Messina deve provare a vincere anche la Coppa.

CONTRO IL PASSATO

Ed eccoci al vero significato della partita. Domenica il Messina non giocherà soltanto contro la Messana. Giocherà contro gli errori degli ultimi anni, contro retrocessioni, penalizzazioni, fallimenti, promesse e ricostruzioni mai completate. Contro quella sensazione, ormai insopportabile, che ogni volta in cui sembrava aver toccato il fondo, riuscisse a scavare per trovarne uno ancora più profondo.

Questa volta il fondo dovrebbe, anzi deve, essere davvero arrivato.

Per capire se sarà davvero così serviranno mesi.

Domenica avremo soltanto il primo indizio. Messina-Messana è la partita che nessun tifoso avrebbe voluto vedere nel calendario. A

desso che bisogna giocarla, però, resta una sola cosa da fare: vincerla.

E cominciare a risalire.

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